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Con l'incoscienza di un carro armato

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Il radical top

Il radical top fa della flessibilità mentale la sua arma evolutiva. Possiede una buona cultura, pur consapevole di non poter conoscere tutto, ama il teatro ma non disdegna l’ascolto di qualche canzonetta.

Fa sostanzialmente quello che gli piace, non importa se può sembrare pop o snob. La sua naturale inclinazione per il divertimento non implica altresì un suo disimpegno dalla società e dalla politica.

Non si definisce di destra o di sinistra, semplicemente cerca di sostenere di volta in volta la parte che gli sembra più giusta.

Il radical top è amico del laureato ma anche dell’operaio, consapevole che la saggezza è ovunque e che la sua verità andrà costruita con paziente curiosità, libro dopo libro, sbaglio dopo sbaglio.

Non si arrende mai, e per questo cambierà il mondo.

Io & il PD

La maggior parte dei miei amici vota per il PD o lo ha votato in passato.

Il PD, il grande partito sedicente riformatore dell’Italia.

Se c’è una cosa che non sopporto è però la falsità, la mala fede, e il PD in questo è maestro.

Come ha potuto questo partito appoggiare il governo di Mini-Mario, che mantenendo inalterato il debito ha aumentato la disoccupazione, alzato le tasse e reso ancora più precario il lavoro, in nome di presunti benefici derivanti dalla persistenza dell’Italia in questa Europa?

Politiche di austerità che – i vertici del PD lo sapevano benissimo – deprimono l’economia nel breve, nel medio e nel lungo periodo.

Cosa resta della tensione verso il bene comune? Nulla.

Il PD è schiavo di poteri finanziari, forti, massonici e religiosi? Un partito riformista non può ridursi a questo.

Il partito di maggioranza relativa non dovrebbe accettare supinamente le direttive dell’Europa matrigna. Bersani non dovrebbe affermare che gli Stati Uniti d’Europa sono un sogno. Un sogno se fossero diversamente congegnati, non una trappola di miseria per i Paesi del sud.

Qualcuno affermerà che il PD, a livello locale, ha fatto molto bene in molte regioni. Perfetto: ma è a livello nazionale che si gioca la nostra partita della vita, e al momento stiamo perdendo di brutto.

Chiudo il post con un’affermazione che probabilmente spiazzerà i lettori più assidui e disorienterà coloro che hanno letto con attenzione le mie parole: ebbene, alle prossime elezioni politiche del 2013, io NON voterò PD.

Meglio Grillo, la sinistra estrema, financo i Pirati.

Gesù ovvero il primo NEET

Tante volte veniamo a leggere che Gesù, con la sua crocifissione, si è immolato per tutti noi. Ma perché? Farsi ammazzare porterebbe alla salvezza?

Forse è più interessante analizzare, della vita di Gesù, quello che diceva e faceva. Gesù, innanzitutto, non era quel che si dice un infaticabile lavoratore, anzi, dopo aver abbandonato il mestiere di falegname, era diventato un neet profeta, cioé non studiava né lavorava, passando la giornata, sostanzialmente, a cazzeggiare su e giù per la Giudea.

E perché questa figura del chiacchierone causava e causa tanto fastidio? Ma perché il lavoro è sinonimo, specie quando si lavora tante ore al giorno, di sottomissione e di controllo sociale.

Gesù è un free runner, non solo dice, ma anche fa, quello che gli pare, ovvero chiacchierare e cazzeggiare. È l’incontrollabile per definizione.

Cosa succederebbe se tutti i Precari d’Italia decidessero un giorno di scioperare ad oltranza? Il Paese si fermerebbe, magari qualcuno comincerebbe ad ascoltarci.

Magari, si può.

Adolescente delle caverne

Largo ai giovani urla la Montalcini!

E per carità, ha tutte le ragioni per dirlo, ma la questione in Italia è semplicemente duplice: giovani ma anche capaci. E chi lo decide se sei giovane e pure capace? Un adulto della classe dirigente che, alla luce del possibile default italiano, proprio impeccabile potrebbe non essere.

Anzi, capita spesso che faccia carriera il giovane ma soprattutto il supïno.

Ecco perché, se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo prima di tutto cambiare noi, dentro di noi. Pensatori come De Mello e Yogananda lo urlano: svegliatevi, cambiatevi!

La domanda è tranchant: sei nella commissione di un concorso dove deve vincere il raccomandato: tu che fai?

Grande Dizionario della crisi

Si chiama grande perché non è piccolo:

PIL – Deve salire sempre, sennò sono capperi. Cioé tu hai un ristorante che va alla grande, ma se ogni anno non aumenti i clienti del 10% sei fottuto, a causa del
DEBITO PUBBLICO – È così alto che non potrà mai più essere pagato, ma quel che è peggio dà adito agli interessi, in quanto il denaro non è emesso dallo Stato, ma dalle Banche Centrali (mi sto perdendo) in virtù del cosiddetto
SIGNORAGGIO – L’emissione del denaro è in mano alle banche, cosicché quando un povero Stato deve raggranellare denaro lo deve chiedere in prestito, emettendo titoli come i Bot e i Cct, ma se detto stato è debole, come l’Italia, gli interessi saranno alti a causa dello
SPRITZ – Il tasso da pagare agli strozzini tedeschi, molto meglio ubriacarsi per non penzarci.

Italia commissariata? Malissimo!

I conti dell’Italia sotto osservazione di UE, Fondo Monetario Internazionale, Von Rampuy, Germania, Francia e magari pure il WWF.

Riforme chieste dall’Europa – che ormai va considerata come una matrigna cattiva – che ammazzeranno le ultime velleità di ripresa del Paese.

Ma non vedete che i politici hanno calato le brache nei confronti di… chiunque!
Riforme in arrivo del tipo: privatizzazioni, svendite, licenziamenti, tagli, precarietà.

In molti salutano con gioia l’avvento di Mario Monti: come vorrei che avessero ragione, ma temo.

Verso Carte 48

Ci sono molte cose che non quadrano nella crisi del debito italiana:

1) che diamine è lo spritz e chi lo determina?
2) con le proposte dell’Europa, come la facilitazione dei licenziamenti, come potrà esserci sviluppo?
3) come potrà mai l’Italia venire a capo del suo debito permanendo la truffa del signoraggio?
4) che diamine è lo spritz e chi lo determina?

Capitano i blocchi, mio capitano

Avete presente quelle persone moleste che anche se le ignori continuano a molestarti?

Così sono i nostri politici, attaccati al potere ma ancor più al denaro. Se vogliamo che la smettano di fotterci tutti, occorre blindare la protesta nel denaro.

Immaginate Bologna: i binari della ferrovia bloccati, la A14 bloccata, la A1 bloccata, l’Italia finalmente come Bossi la sogna, una Berlino col check-point tortellino.

Una protesta ad oltranza, non violenta ma tutti in prigione, fintantoché il parlamento non si sveglia, o non si dimette.

Blocchiamogli il denaro, togliamogli l’ossigeno.

Allegria divorati dall’ippopotamo

Mentre l’Italia, o il Tìtanic sul quale viaggiamo, se ne va disastrosamente alla deriva, noi che si fa?

La stessa cosa quando sei al funerale, simulare dissimulare essere sé stessi. Probabilmente l’ultima, giacché vivere in Italllia ti sottopone a continue falsità, si pensi all’ipocrisia, alla maschera di stare con i colleghi d’ufficio.

Quindi allegria, e cercate su You Tube i video di Michele Giordano o del Mago Gabriel, vi tireranno su. Se proprio non bastasse, un ghiacciolo.

Cancellate il debito!

Era il 2000 e in occasione del Giubileo venne lanciata la campagna per la cancellazione del debito estero dei paesi poveri.

Dieci anni dopo è l’Italia che dovrebbe scongiurare gli altri stati a cancellare un debito pubblico che soffoca cittadini ed imprese, che rende impossibile qualsivoglia politica di sviluppo e che ammazza i suoi giovani.

Badate bene: l’Italia è ricca di risorse e di capitale umano (persone capaci). Il debito pubblico, invece, è un’invenzione (vedi signoraggio).

L’alternativa alla cancellazione pilotata del debito estero è la bancarotta. Possiamo scegliere.

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